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		<title>Ricette per il cambiamento — Digital Independence Day</title>
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		<description>Ogni prima domenica del mese organizziamo il Digital Independence Day: un&#8217;occasione per riprenderci la nostra libert&#224; digitale e passare a alternative digitali pi&#249; democratiche.</description>
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			<title>Ricette per il cambiamento — Digital Independence Day</title>
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				<title>Cellulare Android senza Google</title>
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				<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 15:43:35 +0200</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/handy-ohne-google/6034130145-1780408125/phone.jpg" alt="Cellulare Android senza Google"></figure><p>Siamo nel 2026. Tutto il mercato della telefonia mobile è dominato da Google e Apple. Tutto? No!  Un piccolo villaggio digitale popolato da sviluppatric3 e sviluppatori ribelli resiste ancora e sempre ai monopoli! 
Google e Apple dominano i mercati della telefonia mobile – e allo stesso tempo i cellulari dominano sempre di più le nostre vite quotidiane. Quasi nessuna banca offre i propri servizi senza smartphone e nemmeno il trasporto pubblico può essere utilizzato facilmente senza avere un cellulare. In questo modo, Apple e Google ottengono i nostri dati quotidiani, provenienti da molti settori della nostra vita privata. E ora Google sta cercando di rendere ancora più difficile anche l’installazione di app da fonti alternative. Presumibilmente questo dovrebbe proteggere gli utenti, ma in realtà soffoca semplicemente le alternative al Play Store.
Se vuoi continuare a decidere liberamente cosa installare sul tuo cellulare, ti consigliamo dispositivi con un sistema operativo (più) aperto, che puoi acquistare online: ecco la nostra ricetta per cellulari (più) liberi da Google – senza rischi e senza bisogno di conoscenze tecniche avanzate. I cellulari di Apple, tra l'altro, non offrono questa apertura: funzionano solo con il sistema operativo Apple.
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 Smartphone…</strong>: … da comprare con l’installazione completa. Puoi anche installare un sistema operativo alternativo da te, vedi Topping.
</li><li><strong>1 Backup dei tuoi dati...</strong>: … del tuo vecchio cellulare: i tuoi contatti, le tue foto ed applicazioni, i messaggi delle tue chat.
</li><li><strong>1 pizzico di curiosità…</strong>: … e un pochino di pazienza e tolleranza – nel caso non funzionasse tutto già sin dall'inizio.
</li></ul><h3>Topping</h3><p>Chi non desidera acquistare un telefono già preconfigurato può installare autonomamente su molti dispositivi un sistema operativo (quasi) privo di Google. Non tutti i telefoni sono adatti ai sistemi operativi alternativi: il telefono deve consentire l’accesso ROOT («radice») ai livelli software più profondi. Attenzione: potresti perdere i tuoi diritti di garanzia nei confronti del produttore. Le istruzioni di installazione sono disponibili sui siti web dei vari sistemi operativi.
GrapheneOS è la fortezza di sicurezza per il tuo smartphone: sviluppato per Google Pixel, versione 6 a 10 (e presto anche per Motorola), Graphene punta su un “kernel rinforzato” e sul “sandboxing”, isolando così le tue app dall’esterno in modo più efficace rispetto a Google. Graphene funziona completamente senza le app di Google ed è ideale per tuttx coloro che non vogliono accettare dei compromessi quando si parla di sicurezza.
Con /e/OS ottieni privacy e usabilità in un solo pacchetto: il sistema operativo supporta un’ampia gamma di telefoni (inclusi Fairphone e Shiftphone) e offre un proprio ecosistema di app store con “Advanced Privacy” (privacy avanzata) e Nextcloud integrato. Perfetto per chi vuole entrare per la prima volta in un mondo senza Google.
LineageOS è un sinonimo per stabilità e compatibilità: può essere installato su centinaia di dispositivi – un Android puro senza Google con garanzie di aggiornamento a lungo termine. Il classico per tuttx coloro che cercano un sistema affidabile e aperto.
Iodé va oltre: offre Android senza Google e un firewall integrato e l’opzione microG per bloccare in maniera efficace il tracciamento, allo stesso tempo consente l’uso di alcuni servizi Google necessari per alcune app (ad es. quelle bancarie). Per tuttx coloro che desiderano la massima privacy senza dover rinunciare alla comodità.
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				<title>Le tue password in mano</title>
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				<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 17:05:30 +0200</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/passwords/c761264530-1780326354/password.jpg" alt="Le tue password in mano"></figure><p>Adesso si parla di ingredienti segreti: le tue password! Invece di affidare le tue chiavi digitali più sensibili alle piattaforme BigTech o di salvarle in angoli poco sicuri del World Wide Web, riprenditi il controllo. Questo ti porterà più vicin3 alla sovranità digitale, alla privacy incondizionata e alla meravigliosa sensazione di essere completamente indipendent3.
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>Le tue password</strong>: … ovunque siano attualmente salvate
</li><li><strong>Il tuo smartphone…</strong>: … ma puoi iniziare anche dal computer 
</li><li><strong>Una nuova casa per le tue password…</strong>: … dalla nostra lista qui sotto
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Perché è consigliabile non salvare le password nel browser</strong><br>Sembra davvero facile: Chrome, Safari, Firefox o Edge offrono costantemente di salvare le tue password con un semplice clic direttamente nel browser. Ma attenzione a questo contorno veloce! Innanzittutto, i browser spesso ti rinchiudono nel loro ecosistema. Le password sono spesso più facili da leggere che in una cassaforte specializzata, ad esempio con malware o in caso di accesso non autorizzato al dispositivo. E i fornitori dei browser non dovrebbero assolutamente sapere quali servizi stai usando. Un servizio indipendente per gestire le tue password: è più sicuro, indipendente dalla piattaforma e rispetta la tua privacy.
</li><li><strong>Attiva l'app</strong><br>Prendi il tuo smartphone, scarica l’app scelta dallo store (vedi sotto) e aprila. (Sul computer, vai sul sito web del servizio di gestione password).
</li><li><strong>La chiave per la vita digitale</strong><br>Crea una password principale forte e lunga (ancora meglio: una “passphrase” composta da più parole) che puoi ricordarti facilmente (e che puoi scrivere su carta, in un luogo sicuro e accessibile solo a te). Da ora in poi, questa sarà la chiave principale per la tua vita digitale!
</li><li><strong>Prepara il trasferimento (importazione)</strong><br>Poiché l’esportazione dai vecchi sistemi spesso funziona meglio sul computer: Esporta le tue vecchie password una volta sola dal tuo browser o dal vecchio sistema come file CSV.
Di solito trovi le opzioni nel menu “Account” o “Impostazioni”, nel browser sotto “Sicurezza”. Importa questo file nel tuo nuovo sistema di gestione di password (direttamente dal computer o tramite importazione file dallo smartphone). Elimina immediatamente e in modo sicuro questo file CSV, perché contiene le tue password in formato di testo!
</li></ol><h3>Topping</h3><p>Il nostro consiglio speciale per la sovranità: “Ospita KeePass da te!” Se hai scelto la libertà locale di KeePassDX o KeePassium, puoi sincronizzare le tue password senza cloud esterni su tutti i tuoi dispositivi. Salva il file del database crittografato (.kdbx) nella tua Nextcloud personale o usa lo strumento open source Syncthing. Syncthing sincronizza il file in modo decentralizzato e indipendente direttamente dal tuo smartphone al tuo PC/Mac, crittografato e non fa uso di senza server intermedi.
Nextcloud offre il suo Passwort-Manager per gestire le tue chiavi digitali.
La dispensa di emergenza: Backup sicuri! Chi possiede i propri dati deve anche occuparsene. Salva regolarmente una copia di sicurezza delle tue password o delle tue chiavi di recupero su una chiavetta USB esterna o un disco rigido esterno. Così sarai perfettamente protettx, anche se il tuo smartphone finisce in acqua!
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				<title>Alternative a ChatGPT</title>
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				<pubDate>Mon, 27 Apr 2026 15:29:05 +0200</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/alternativen-zu-chatgpt-co/3fb7bd9666-1777296596/ai.jpg" alt="Alternative a ChatGPT"></figure><p>In questa cucina valgono delle regole importanti: questi due regolamenti europei, il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) e l'AI Act dell’UE sono il tuo scudo digitale. Garantiscono che, in Europa, chatbot e sistemi di intelligenza artificiale gestiscano i tuoi dati in modo trasparente e (relativamente) sicuro, mentre i grandi modelli statunitensi spesso funzionano come una “black box”.
Servizi come ChatGPT, Microsoft Copilot, Google Gemini o altri provider statunitensi salvano le conversazioni su server statunitensi e le riutilizzano spesso per addestrare altri modelli dell’IA. Secondo il GDPR, questo aspetto è problematico, perché manca una base giuridica sufficiente per il trasferimento dei dati negli USA.
Se questa situazione non ti piace e vuoi riprenderti il controllo, questa “ricetta” fa per te. Le alternative europee e le soluzioni locali, infatti, offrono un ambiente in cui puoi contribuire a definire le regole.
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 decisione fondamentale</strong>: Ti serve davvero un chatbot che consuma molta più energia di una semplice ricerca su internet (la nostra ricetta per la ricerca online) o di un articolo su Wikipedia per rispondere alla tua domanda o per risolvere il tuo problema?
</li><li><strong>1 consapevolezza</strong>: Molti chatbot, anche in Europa (e anche quelli della nostra lista proposta), esistono solo perché durante il loro addestramento sono stati pesantemente violati i diritti d’autore di scrittori e scrittrici, artist3 e, in definitiva, di tutti gli utenti dell'internet.
</li><li><strong>1 valutazione</strong>: Vorresti comunque usare un chatbot, magari perché è lo strumento più efficace per risolvere il tuo problema attuale?
</li><li><strong>1 pizzico di spirito di scoperta e curiosità</strong>: per i nuovi chatbot.
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Basta provare!</strong><br>Non devi installare nulla. Basta un semplice clic su uno dei seguenti link durante la tua prossima ricerca o la prossima stesura di un testo per sperimentare con uno di questi chatbot europei:
</li></ol><h3>Topping</h3><p>È disponibile un portale offerto dalla Gesellschaft für wissenschaftliche Datenverarbeitung (GWDG | associazione per l’elaborazione scientifica dei dati in Germania), pensato soprattutto per il mondo accademico. Attraverso chat-ai.academiccloud.de gli utenti possono accedere a diversi chatbot, la maggior parte dei quali con la sede del hosting direttamente in Germania. Per utilizzarlo è necessaria una registrazione gratuita all’Academic Cloud.
Il chatbot tedesco per le scuole, Telli, salva le conversazioni su server locali nell'UE e utilizza (anche a pagamento) i modelli statunitensi. Le richieste vengono criptate, e i risultati sono accessibili solo all’utente: persino le autorità scolastiche non possono accedervi. La registrazione usa uno pseudonimo per impedire la tracciabilità.
Gli sviluppatori e sviluppatrici di software più svelt3 stanno lavorando a un’IA “dal basso” con OffGPT. Stanno cercando ulteriore supporto per la loro associazione.
Le imprese possono accedere a modelli open source più grandi tramite il cloud di IONOS: IONOS AI Model Hub.
Qui trovi dei tutorial e delle risorse su LeChat: corso video su LeChat, analisi critica di Mistral, Una panoramica su altri chatbot, corso sull’IA in formato libro.


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				<title>Da Spotify al music streaming etico</title>
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				<pubDate>Thu, 23 Apr 2026 11:40:10 +0200</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/spotify-zu-fairem-musikstreaming/afa95cc8ce-1776937276/music.jpg" alt="Da Spotify al music streaming etico"></figure><p>Stiamo preparando la nostra zuppetta – e mentre lo facciamo ascoltiamo musica che fa bene non solo a noi, ma anche a chi la crea! Le piattaforme predominanti usano algoritmi poco trasparenti, tracciano le persone e ci sommergono di musica spam generata dall’IA. E, soprattutto, ricompensano malissimo le musicist3.
Se tutto questo non ti piace (più), con questa ricetta puoi portare in tavola più comunità e più equità: scegliendo alternative per lo più europee, riprenditi la tua sovranità digitale e sostieni una cultura musicale sana e variegata.
Poiché lo stufato con troppi ingredienti non è buono, questa ricetta si concentra soprattutto sulla musica. Per audiolibri o altre offerte in lingua parlata, assaggia anche il nostro dessert. (E per non dimenticare: la musica esiste anche su CD o vinile!)
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 pizzico di spirito d’esplorazione</strong>: per scoprire musica nuova, selezionata meticolosamente – lontano dagli algoritmi mainstream
</li><li><strong>1 dose di consapevolezza per l’equità,</strong>: a modo che i tuoi soldini arrivino proprio alle persone che creano la tua musica preferita
</li><li><strong>Le tue playlist esistenti,</strong>: che puoi semplicemente portare nella loro nuova casa
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Scegli la base adatta (la tua nuova piattaforma)</strong><br>Scegli uno (o più) tra questi servizi musicali:
</li><li><strong>La prova del gusto: provare per crederci</strong><br>Prima di prendere una decisione definitiva, approfitta della possibilità di provare con calma i diversi servizi da streaming. La maggior parte delle alternative offre periodi di prova generosi (spesso di 30 giorni). In questo modo ti assicuri che il “menu” ti piaccia davvero
Consigli per la tua prova:

Controllo dell'hardware: approfitta del periodo di prova per verificare se l'app funziona senza intoppi su tutti i tuoi dispositivi (smartphone, computer, impianto hi-fi). Non tutti i servizi si integrano perfettamente con ogni sistema operativo.
Controllo del catalogo: cerca in modo strutturato le tue artist3 preferit3 e i generi di nicchia. Poiché i cataloghi variano leggermente, questo è il modo migliore per assicurarti di un trasferimento completo della tua colonna sonora personale.
L'«ingrediente del calendario»: affinché il tuo periodo di prova rimanga sotto il tuo controllo e non si trasformi in una trappola di costi indesiderati, segnati subito la data di disdetta sul tuo calendario (meglio se 2-3 giorni prima della scadenza). In questo modo manterrai il controllo sul fatto che il tuo “flirt” si trasformi in una relazione stabile.
Gestione dei dati: durante il periodo di prova, verifica come l'app gestisce i tuoi dati. I servizi europei sono soggetti al Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), che ti offre già un elevato livello di protezione, ma vale sempre la pena dare un'occhiata alle impostazioni sulla privacy per massimizzare la limitazione dei dati.

Divertiti a provare l'app: sei tu a decidere cosa mettere nel piatto!
</li><li><strong>Il trasferimento (delle tue playlist)</strong><br>Non preoccuparti di perdere le tue playlist curate nel corso degli anni. Esistono strumenti specializzati che si occupano del trasferimento:

Tune My Music: offre un trasferimento gratuito fino a un totale di 500 brani.
Free Your Music: Consente l’importazione di 300 brani nella fase di prova.
Qobuz collabora direttamente con Soundiiz per trasferire musica e playlist direttamente sulla piattaforma (qui trovi le istruzioni).

Utilizza questi strumenti per trasferire la tua libreria o playlist sulla tua nuova piattaforma più etica in pochi minuti!
</li><li><strong>Goditi la libertà</strong><br>Adesso puoi disdire il tuo abbonamento Spotify, Apple Music o Amazon Prime Music – e ammirare il senso di sollievo. Ora fai parte di un movimento che valorizza nuovamente la musica per quello che è: arte e comunità – e non solo un dato per gli algoritmi pubblicitari.
</li></ol><h3>Topping</h3><p>Che ne dici di riprendere il pieno controllo della tua collezione musicale? Utilizza gli MP3 che puoi acquistare direttamente dalle artist3 sui siti web delle band, su BandCamp o su BandWagon.fm. In questo modo, una quota maggiore dei guadagni va alle artist3 e nessuno potrà mai portarti via i tuoi brani. Spesso meno è meglio: le persone appassionate di vinili lo sanno benissimo!
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				<title>Calendario e contatti liberi</title>
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				<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 18:00:00 +0200</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/kalender-und-kontakte-befreien/68c82c3a91-1774949628/kalender.jpg" alt="Calendario e contatti liberi"></figure><p>Il tuo calendario degli appuntamenti è molto più di una semplice lista di incontri. Se gestisci i tuoi appuntamenti e contatti sulle piattaforme statunitensi di Big Tech come Apple, Google o Microsoft, stai fornendo a queste multinazionali dettagli sulla tua vita quotidiana e sugli indirizzi dei tuoi contatti! Se desideri riprendere il controllo dei tuoi appuntamenti e dei tuoi dati di contatto, sei nel posto giusto.
Grazie agli standard aperti («CalDAV» e «CardDAV», formati accettati da quasi tutti i calendari e delle rubriche), non sei vincolat* a un singolo fornitore: i tuoi contatti e i tuoi appuntamenti liberati funzionano perfettamente su Linux ricetta per il passaggio da Windows a Linux, Windows, macOS, Android o iOS.
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 pizzico di fiducia nelle applicazioni open-source</strong>: per avere più trasparenza e controllo sul tuo calendario e sulla tua rubrica.
</li><li><strong>1 nuova "casa" per i tuoi dati</strong>: scegliendo un provider che protegga meglio le tue informazioni.
</li><li><strong> i tuoi dati attuali (calendario e contatti)</strong>: scaricando i file del calendario (formato .ics) e dei contatti (formato .vcf) da Google, Apple o Microsoft.
</li><li><strong> 1 programma per accedere al calendario e ai contatti</strong>: usando ad esempio DAVx5 sul tuo smartphone o Thunderbird sul tuo PC: due strumenti che fungono da “ponte” per sincronizzare contatti e calendario tra i tuoi dispositivi.
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Scegli la base giusta per te</strong><br>Opta per un’alternativa che si adatti alle tue esigenze quotidiane:
Molti provider europei offrono servizi cloud rispettosi della privacy (conformi al RGPD) per i tuoi calendari e le tue rubriche, alcuni anche con servizio di migrazione assistita. Puoi scegliere liberamente tra: Mailbox.org, Posteo, Proton, Disroot o Tuta (solo con l’app Tuta su smartphone a causa della crittografia). Se usi già un provider per la posta elettronica, puoi usarlo anche per contatti e calendario.
(Gli utenti avanzati possono usare il proprio servizio cloud, come Nextcloud, che offre un modulo dedicato al calendario. Qui trovi una guida dettagliata.)
</li><li><strong>Sforniamo il pane (esporta i dati)</strong><br>Accedi al tuo vecchio provider (Google/iCloud/Outlook) ed estrai i tuoi calendari come file (di solito con estensione .ics) e i tuoi contatti come vCard (.vcf).
La procedura è simile: Apri la sezione Calendario o Contatti dall’interfaccia web o dall’app, di seguito vai su Impostazioni/Altro/Esporta e scarica il file.
Esempio Google:

Vai su Google Calendar  calendar.google.com  e accedi.
In alto a destra, clicca sull’ingranaggio → Impostazioni.
Scegli “Importa & Esporta” dal menu a sinistra.
Nella sezione “Esporta”, clicca su “Esporta”
Adesso puoi scaricare un file ZIP contenente una o più cartelle .ics.
In alternativa: seleziona un calendario specifico dalla colonna sinistra, vai nelle sue impostazioni e scegli “Esporta questo calendario”.

Contatti in formato .vcf (Google)

Vai su Google Contatti contacts.google.com e accedi.
Seleziona una categoria di contatti o “Tutti i contatti” dal menu a sinistra (puoi spuntare anche solo alcuni contatti).
Clicca su “Altro/…” → “Esporta”.
Scegli il formato “vCard (per Android o iOS)”.
Avvia il download del file contacts.vcf.



Che si tratti di calendari o contatti, i file esportati atterreranno nella tua cartella “Download”. 
</li><li><strong>Inforniamo il pane (importa i dati)</strong><br>Carica i file scaricati sul tuo nuovo provider. Ora i tuoi appuntamenti e contatti sono integrati in un sistema che non raccoglie dati.
</li><li><strong>Fase di adattamento</strong><br>Metti in conto un po’ di tempo per prendere confidenza con la nuova interfaccia.
</li><li><strong>Il condimento</strong><br>La sincronizzazione tra più dispositivi, ad esempio con il tuo smartphone, avviene tramite standard aperti.
Su Android, puoi scaricare l’app DAVx5: a pagamento da Google Play e gratuitamente dall’App-Store alternativo F-Droid.
DAVx5 funge da “ponte” per sincronizzare contatti e calendario tra diversi dispositivi (guida dettagliata).
Dopo aver installato l’app, aggiungi l’account del tuo nuovo provider: in pochi passaggi, calendario e contatti saranno disponibili anche sul telefono.
Ora puoi visualizzare i tuoi appuntamenti in qualsiasi app di calendario. Al posto di Google Calendar, ti consigliamo ad esempio Etar.
Per iPhone (iOS), non serve alcuna app aggiuntiva:
vai su Impostazioni → Mail/Account → Aggiungi account → Altro → CalDAV/CardDAV e configura l’account del tuo nuovo provider.
Su computer (Linux, Windows o macOS), puoi gestire il tuo calendario e i tuoi contatti direttamente dal browser (vedi la ricetta per il browser) oppure utilizzare un programma come Thunderbird.

</li></ol><h3>Topping</h3><p>La scelta migliore per una piena indipendenza è un cloud personale come Nextcloud.
Oltre a un calendario completo e a una rubrica, offre molto di più: uno spazio per i tuoi file, documenti e persino la possibilità di organizzare videoconferenze.
Nextcloud è facile da installare su un server proprio o noleggiato.
Nella nostra ricetta per il passaggio troverai tutti i dettagli ed altre alternative.
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				<title>Cloud indipendenti di dati</title>
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				<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 17:55:05 +0200</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/unabhaengige-clouds/c6a51e00ba-1775058975/clouds.jpg" alt="Cloud indipendenti di dati"></figure><p>Immagina di aver affidato per anni i tuoi file più importanti, le foto, i documenti (magari anche password sensibili) a delle aziende come Apple, Google, Microsoft o Dropbox, senza sapere se potrebbero passare i tuoi dati alle autorità statunitensi. Sembra la trama di un brutto giallo, ma è la realtà. Grazie al Cloud Act, le società americane possono essere costrette a trasmettere i tuoi dati alle istituzioni governative, anche se questi sono salvati in data center europei – e tutto questo senza informarti o avvisarti preventivamente. Un incubo per chi tiene alla propria privacy.
Ma esistono modi per riottenere il controllo: con le alternative giuste puoi affidare i tuoi dati a mani sicure, protette da regolamenti europei. Niente più dipendenza dai giganti tech, niente più timori di accessi indesiderati: solo libertà digitale. Se non vuoi più archiviare i tuoi dati sui server dei colossi americani – dove spesso sono accessibili solo tramite abbonamento e sotto il vincolo del cloud – scegli un’alternativa libera.
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>I tuoi dati</strong>: Foto, testi, tabelle, libri – qualsiasi cosa tu abbia salvato digitalmente
</li><li><strong>Accesso al tuo attuale fornitore</strong>: Ad esempio Google, Apple o Microsoft
</li><li><strong>Il tuo nuovo fornitore</strong>: Ti consigliamo ad esempio Proton Drive, Mailbox.org, pCloud o ionos Cloud.
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Metti i tuoi dati nella tua dispensa (scaricali)</strong><br>Accedi al tuo attuale fornitore.
Google Drive

Vai su takeout.google.com, seleziona “Drive” e scarica i tuoi dati come file ZIP.

OneDrive di Microsoft

Apri onedrive.live.com, clicca su “Impostazioni”, poi su “Opzioni” e infine su “Scarica i tuoi dati”.

Apple
Il metodo più veloce è tramite privacy.apple.com: qui puoi richiedere con pochi clic una copia di tutti i tuoi dati Apple. Riceverai poi un link per il download.
Se preferisci selezionare manualmente cosa esportare:

Sul tuo iPhone, iPad o Mac, vai su “Impostazioni” (iPhone) o “Preferenze” (Mac) e clicca sul tuo profilo Apple ID in alto.
Seleziona “iCloud”, poi “Gestisci spazio”. Qui vedrai un riepilogo dei dati salvati, inclusi i backup.
Seleziona i file che vuoi copiare. Dal menu “Modifica”, clicca su “Copia [elementi]”. Inserisci i file nella nuova posizione di archiviazione. Funziona anche dal browser, se hai consentito l’accesso ai tuoi dati:

Accedi a icloud.com con il tuo Apple ID.
Clicca su iCloud Drive (per documenti) o Foto (per immagini/video).


Seleziona i file/le cartelle desiderate.
Clicca sull’icona di download (freccia verso il basso) per scaricarli sul computer.
In alternativa, puoi usare l’app “iCloud per Windows” per salvare i dati localmente.
Importante: Apple non permette di scaricare tutti i dati in una volta sola: devi esportarli categoria per categoria.

Dropbox

Vai su dropbox.com, clicca sulla tua foto profilo, seleziona “Impostazioni” e poi “Esporta dati”.
Se i tuoi dati superano i 10 GB, usa la funzione “Condividi” e scaricali in pacchetti più piccoli.

</li><li><strong>Apriamo il pacchetto</strong><br>Se hai scaricato un file che termina con “.zip”, lo puoi estrarre sul tuo computer (clic con il tasto destro del mouse, “Estrai qui”).
</li><li><strong>Riorganizza la dispensa (ordina i dati)</strong><br>Riorganizza i tuoi dati: elimina, ad esempio, i backup duplicati per risparmiare spazio. Fai ordine creando nuove cartelle come “Lavoro”, “Personale”, “Creativo” o “Foto” – o qualsiasi altra categoria ti aggradi.
</li><li><strong>Scegli il tuo nuovo cloud – (conforme al GDPR e facile da usare)</strong><br>Queste alternative non sono solo conformi al GDPR, ma anche intuitive (e ce ne sono molte altre: qui trovi ulteriori panoramiche):

Proton Drive è un servizio cloud svizzero con crittografia end-to-end, semplice da usare quanto Dropbox, ma più sicuro. I prezzi partono da 3,99 € al mese e puoi caricare i tuoi dati con il drag & drop.
Drive di Mailbox.org è una soluzione cloud tedesca che offre non solo spazio di archiviazione, ma anche e-mail, calendario e contatti. Ideale per chi vuole tutto in un’unica soluzione. Il costo è di 3 € al mese.
pCloud è un altro servizio cloud svizzera. Puoi pagare una volta sola o mensilmente e ottenere fino a 2 TB di spazio “per sempre”, con server in Germania o altri paesi in Europa. La soluzione perfetta per chi non vuole abbonamenti vincolanti.
ionos Cloud è un servizio cloud tedesco che, però, richiede competenze tecniche avanzate e, a nostro avviso, non è proprio semplice da configurare.

</li><li><strong>Riempiamo la nuova dispensa</strong><br>Carica le tue foto, documenti e altri file sull'ambiente cloud del nuovo fornitore (consigliamo di tenere sempre un backup su un disco esterno). I fornitori spesso offrono consigli specifici. Ci sono diversi modi per farlo:
Caricamento tramite browser (ideale per piccole quantità di dati o per salvare rapidamente singole cartelle):

Accedi: Effettua il login al tuo account su Proton Drive, Mailbox.org o altro fornitore.
Drag & Drop: Di solito puoi trascinare file o intere cartelle direttamente dal File Explorer (Windows) o Finder (macOS) nella finestra del browser.
Conferma: Attendi che la barra di caricamento si completi. Fatto!

Sincronizzazione desktop (più stabile del caricamento via browser, soprattutto per file di grandi dimensioni):
Se hai molti dati o vuoi che il tuo computer locale sia sempre sincronizzato con il cloud, installa un programma di sincronizzazione (“client”):

Installazione: Scarica il client desktop dal sito del fornitore (ad esempio, l’app di Proton Drive).
Configurazione: Inserisci le tue credenziali nell’app.
Spostamento: Copia i tuoi dati scaricati nella nuova cartella cloud creata sul tuo PC. Il software caricherà tutto in background automaticamente.


</li></ol><h3>Topping</h3><p>Invece di affittare un servizio cloud, puoi anche creare il tuo spazio cloud personale: la soluzione più semplice, secondo noi, è Nextcloud – una piattaforma open-source che offre (quasi) tutto: file, programmi office, chat, videochiamate e molto altro. Puoi affittare uno spazio Nextcloud o occuparti direttamente del hosting (ad esempio su un Raspberry Pi o un server). La nostra ricetta ti spiega come configurare Nextcloud.
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				<title>Il tuo Nextcloud</title>
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				<pubDate>Wed, 01 Apr 2026 17:00:00 +0200</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/nextcloud/4ed130c595-1775065175/nextcloud.jpg" alt="Il tuo Nextcloud"></figure><p>Se vuoi avere il tuo calendario, contatti, dati, chat e altro in un unico posto, ci sono diverse opzioni: puoi noleggiare strumenti completi per il tuo lavoro da fornitori come mailbox.org, Ionos o Proton.
In alternativa, puoi creare il tuo cloud personale, per tutta la famiglia o anche per la tua piccola azienda. Con Nextcloud è possibile, e anche OpenCloud sta sviluppando qualcosa di simile. Presso Nextcloud, tra l’altro, puoi anche provare gratuitamente una soluzione cloud dedicata alla tua azienda.
L’alternativa open source a iCloud, Google Drive e Teams è conforme al diritto europeo (RGPD). E la configurazione è più semplice di quanto tu possa pensare. In questo articolo scopri come fare e come prendere in mano la tua indipendenza digitale con Nextcloud, sviluppata in Germania.

</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 fornitore</strong>: come territorio per il tuo cloud
</li><li><strong>1 porzione di curiosità</strong>: perché il self-hosting è sempre un’avventura
</li><li><strong>1 computer</strong>: per l'impostazione e l'utilizzo
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Affitta uno spazio cloud</strong><br>Puoi affittare il tuo spazio Nextcloud già preconfigurato e pronto all’uso. La maggior parte dei fornitori si occupa degli aggiornamenti e dei backup regolari dei tuoi dati: non sei un amministratore, ma soprattutto un utente.
Ecco alcuni fornitori:

MagentaCloud di Telekom è un cloud tedesco con integrazione Nextcloud e offre 15 GB di spazio gratuito per i clienti Telekom (3 GB per i non clienti, espandibile fino a 1 TB). I prezzi partono da 1,95 €/mese per 100 GB. MagentaCloud è quindi particolarmente interessante per i clienti Telekom.
Ossrox è un fornitore tedesco con un focus su privacy e conformità al RGPD. I prezzi partono da 4,99 €/mese per 5 GB di spazio e sono scalabili fino a 1 TB. Il fornitore offre un periodo di prova gratuita di 14 giorni.
Ionos è un altro fornitore tedesco che offre Nextcloud come parte del suo portafoglio cloud. I prezzi partono da 4,90 €/mese per 10 GB di spazio. Ionos garantisce server con la sede in Germania e una configurazione semplice.
Mail.de è un fornitore tedesco di e-mail e cloud che include Nextcloud nei suoi pacchetti. I prezzi partono da 5 €/mese per 10 GB di spazio, inclusi e-mail, calendario e contatti. Mail.de combina lo spazio cloud con un servizio e-mail sicuro.

Scegli un fornitore e prenota un pacchetto Nextcloud. Segui la procedura di configurazione, registrati e imposta un account amministratore. Inizia subito a caricare i tuoi dati. Fatto! Ora hai un cloud completamente funzionale e conforme al RGPD, senza doverti occupare dell’amministrazione del server.

</li><li><strong>Configurare il tuo Nextcloud – i primi passi</strong><br>Ora passiamo al sodo:

Installare le app (a seconda delle esigenze):
Nextcloud è modulare: puoi installare solo le app che ti servono davvero. Tra le più popolari ci sono OnlyOffice o Collabora Online per i documenti, Nextcloud Talk per videochiamate e chat, Contacts & Calendar per la rubrica e l’agenda, Notes per gli appunti, Deck per la gestione progetti, Photos per le immagini e News per i feed RSS. Nella interfaccia web di Nextcloud, vai su “App” (nel menu laterale a sinistra). Cerca l’app desiderata e clicca su “Installa”.
Trasferire i dati:
Trasferisci i vecchi dati dal backup cloud a Nextcloud (trovi aiuto nella nostra ricetta per il cloud).
Trasferire contatti e calendario:
In Nextcloud, vai su “Contacts” o “Calendar”. Clicca su “Importa” e seleziona il file .vcf o .ics esportato in precedenza (vedi la ricetta per il calendario).
Scaricare le app:
Scarica il programma desktop di Nextcloud (per Windows, macOS o Linux) o l’app mobile di Nextcloud (per Android o iOS). Esistono molte altre app per mobile e desktop che si integrano con i moduli di Nextcloud, tra cui:

Nextcloud Talk (per chat e videoconferenze),
Passwords (per la gestione delle password),
Deck (per la gestione progetti).


Configurare la sincronizzazione: Collega l’app del tuo smartphone o i programmi desktop installati al tuo cloud: inserisci l’indirizzo web del tuo cloud (ti verrà chiesto il nome utente e la password). Scegli quali cartelle sincronizzare. Nella nostra ricetta per il calendario ti diamo anche consigli su come sincronizzare i dati del calendario e i contatti con lo smartphone.


</li></ol><h3>Il dolcetto</h3><ul><li><strong>Sicurezza e backups – goduria a lungo termine</strong>: 
Attiva l’autenticazione a due fattori per maggiore sicurezza: Vai su “Impostazioni” > “Sicurezza” e configura la 2FA.)
Esegui backup regolari (automatici o manuali).
Aggiorna regolarmente il tuo Nextcloud e il software del server (se hai una Nextcloud in hosting, spesso il fornitore si occupa automaticamente degli aggiornamenti).

</li></ul><h3>Topping</h3><p>Chi vuole approfondire può gestire autonomamente il proprio Nextcloud: questo software open source può essere installato su qualsiasi server web o locale. Alcuni fornitori (come Hetzner Cloud, Webgo o All-inkl) offrono un’installazione con un clic („1-Click-Install“), mentre altri richiedono competenze tecniche più avanzate. Mike Kuketz ha pubblicato un tutorial su Nextcloud nel suo blog.
Oltre a Nextcloud, puoi anche archiviare i tuoi dati a casa tua su un “NAS” (Network Attached Storage), un drive accessibile da più computer in rete. Alcuni fornitori sono Synology, Ugreen o FRITZ! con la soluzione Fritz!NAS.
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				<title>Da Windows a Linux Mint</title>
				<link>https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/da-windows-a-linux-mint</link>
				<guid isPermaLink="true">https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/da-windows-a-linux-mint</guid>
				<pubDate>Wed, 25 Feb 2026 13:54:20 +0100</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/windows-zu-linux-mint/38f3d95705-1772030751/mint.jpg" alt="Da Windows a Linux Mint"></figure><p>Windows raccoglie diligentemente i dati degli utenti: quali app vengono usate e quando, a volte persino alcuni dettagli dei documenti. Senza un account Microsoft non si può utilizzare il sistema – e una volta intrappolati nell’ecosistema delle Big Tech, è difficile uscirne.
Questa ricetta è perfetta per chi vuole cacciare Microsoft dalla propria cucina, ma ha ancora il timore che possa mancare qualcosa. Il segreto? Prepariamo il sistema open-source Linux in modo che tu possa prima provarlo, prima di eliminare Windows del tutto.
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 chiavetta USB</strong>: Un minimo di 8 GB.
</li><li><strong>1 porzione di Linux Mint</strong>: Consigliamo il gusto “Cinnamon” (cannella), perché risulterà particolarmente familiare alle persone abituat* ad utilizzare di Windows.
</li><li><strong>1 Etcher</strong>: Il programma „BalenaEtcher“ (o anche „Rufus“ funziona), per preparare la chiavetta („renderla pronta per il boot“).
</li><li><strong>1 sistema Windows esistente (10 o 11) per la preparazione degli ingredienti</strong>: Oppure puoi provare prima su un vecchio PC, che sarà felice di accogliere il nuovo Linux Mint, visto che, secondo Microsoft, sarebbe “troppo debole” per Windows 11.
</li><li><strong>Curiosità al posto di paura</strong>: Non può succedere nulla, perché opereremo in modalità di prova. Tuttavia, ti consigliamo comunque di fare un backup dei tuoi dati: non si sa mai!
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Preparazione della chiavetta</strong><br>Invece di installare subito Linux in modo definitivo, creiamo un “sistema live” per provarlo. È come un assaggio al supermercato: puoi vedere e usare tutto il sistema, ma il tuo computer non subisce modifiche permanenti.

Scarica Linux Mint dal sito ufficiale: si tratta di un’immagine “ISO”.
Per “flashare” la chiavetta USB usa Rufus o BalenaEtcher. Avvia uno di questi due programmi, seleziona l’immagine ISO scaricata prima e clicca su “Avvia”. Il programma copierà semplicemente l’immagine ISO sulla chiavetta USB, come se fosse un normale hard disk. Potresti addirittura mettere più varianti di Linux sulla stessa chiavetta e “assaggiarle” una dopo l’altra.

</li><li><strong>Parti nel „modus assaggio“</strong><br>Arriva il momento della verità: forse è leggermente più complesso, ma assolutamente senza rischi.

Devi dire al tuo computer di avviarsi dalla chiavetta USB (e non dall’hard disk): riavvia il PC e seleziona la chiavetta come dispositivo di avvio. Per farlo, devi accedere al BIOS, il menu di base dell’hardware (di solito premendo F12, F11 o Canc all’avvio, anche più volte). Nel “Boot Menu” seleziona la chiavetta o spostala in prima posizione (qui trovi una guida dettagliata).
Goditi il sistema live: Linux Mint si avvierà completamente dalla chiavetta. I tuoi dati esistenti di Windows rimangono intatti sull’hard disk. Nel mentre puoi provare Linux Mint con calma.
Controllo dell’hardware: verifica se il Wi-Fi, l'audio e Bluetooth funzionano subito. Oggi Linux include la maggior parte dei driver, quindi di solito tutto funziona senza problemi.

</li><li><strong>Fatti un giro nella nuova cucina</strong><br>Approfitta della “modalità live” per un “assaggio”:

Menu di avvio: Clicca in basso a sinistra sul menu Start (con il simbolo LM di Linux Mint): l’esperienza è quasi identica a quella di Windows, ma senza la raccolta dei dati e altre fastidiose peculiarità di Microsoft.
Software: Apri la “Gestione applicazioni”. Qui troverai tutti i programmi, da LibreOffice a Firefox, fino a Steam (per il gaming), organizzati in modo chiaro come nel AppStore.


</li><li><strong>Assaggio finale (sul serio!) </strong><br>Se nel sistema live di Linux ti senti perfettamente a tuo agio e hai testato tutte le funzionalità, puoi decidere di dire addio per sempre a Windows o macOS.

Il backup ora diventa un ingrediente obbligatorio: prima di avviare l’installazione “vera e propria”, salva i tuoi dati su un hard disk esterno.
Installazione: nel sistema live (avviato dalla tua chiavetta), clicca sul simbolo “Installa Linux Mint” sulla tua scrivania. L'assistenza guidata ti accompagnerà passo dopo passo: da questo momento in poi, il tuo computer si avvierà sempre con Linux Mint!

</li></ol><h3>Il dolcetto</h3><ul><li><strong>Un test senza rischi</strong>: Grazie al focus sulla modalità di prova partendo dalla chiavetta USB, puoi provare Linux per alcuni giorni o settimane senza dover cancellare subito Windows.
</li><li><strong> Sovranità digitale</strong>: Sei tu a decidere quali dati condividere. Nessun pop-up fastidioso per il tracciamento pubblicitario o vincoli di account.
</li><li><strong>Sostenibilità</strong>: Linux Mint funziona spesso anche su hardware considerato “troppo vecchio” per Windows 11, salvando così il tuo fedele laptop o pc dalla discarica elettronica.
</li></ul><h3>Topping</h3><p>Per le persone prudenti: Puoi provare Linux Mint anche direttamente nel browser. Oppure acquistare un dispositivo con Linux preinstallato: qui trovi una panoramica dei rivenditori.
Per le persone coraggiose: Esistono numerose varianti di Linux, ad esempio quelle ottimizzate per il gaming o anche per altri usi specifici. Con il Distro-Chooser puoi scoprire quale si adatta meglio alle tue esigenze concrete.
Per tutt3: Invita qualche amic3 a una “degustazione di Linux” in cucina. Se hai bisogno di aiuto per trovare il condimento finale: vieni a uno degli incontri locali Linux su appuntamenti.di.day, dove troverai diversi “aiuti per la cucina”.
Per le persone che utilizzano Apple: Su dispositivi macOS, il passaggio può essere semplice, ma a seconda del modello potrebbe anche essere più complesso. Rimandiamo i dettagli a un’altra ricetta.
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				<title>Dalle mappe big-tech a OpenStreetMap</title>
				<link>https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/maps</link>
				<guid isPermaLink="true">https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/maps</guid>
				<pubDate>Mon, 16 Feb 2026 10:35:00 +0100</pubDate>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/maps/54e306eda9-1772030751/map.jpg" alt="Dalle mappe big-tech a OpenStreetMap"></figure><p>Chi usa Google Maps o Apple Maps paga con i propri dati di localizzazione. OpenStreetMap (OSM), invece, è il «Wikipedia delle mappe»: gestito in modo collaborativo, trasparente e rispettoso della privacy. Questa guida ti spiega come effettuare il passaggio senza perdere l'orientamento, se decidi di optare per il «Wikipedia delle mappe».
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 Smartphone</strong>: Android o iOS.
</li><li><strong>1 app OSM di tua scelta</strong>: Per le persone che si trovano all’inizio del processo, sono utili ad esempio Organic Maps, CoMaps (veloce, intuitivo, completamente offline) – per le persone professionist* invece consigliamo OsmAnd (estremamente ricco di funzioni, molti livelli).
</li><li><strong>I dati del tuo account Google</strong>: se desideri esportare i tuoi luoghi salvati. Con Apple, purtroppo, l'esportazione è più complicata.
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Scegli l'app che fa per te</strong><br>Apple / Google Maps sono soluzioni «tutto in uno». Nel mondo OSM puoi scegliere l’app più adatta al tuo stile. Scarica  CoMaps o  Organic Maps se vuoi semplicemente spostarti da A a B senza stress, oppure OsmAnd se cerchi anche sentieri escursionistici e dettagli elaborati.
</li><li><strong>Fornisci il materiale per le mappe (offline first!)</strong><br>A differenza di Google Maps, le app OSM funzionano scaricando in anticipo le mappe. Apri l'app e scarica, ad esempio, la tua regione o il tuo territorio. Vantaggio: da questo momento in poi potrai navigare senza consumare dati e in modo assolutamente fluido anche in zone senza copertura di rete.
</li><li><strong>Trasferimento dei tuoi luoghi preferiti (facoltativo)</strong><br>Hai molti luoghi salvati su Google Maps? Secondo le nostre ricerche, Apple purtroppo consente solo di copiare i segnalibri uno alla volta nella nuova app. Su Android è possibile farlo anche “tutti insieme”:

Vai sul PC all’indirizzo Google Takeout.
Seleziona solo “Maps (I tuoi luoghi)” e crea l'esportazione.
Riceverai un file con estensione .json o .kml.
Puoi inviarti questo file via e-mail e importarlo in Organic Maps o OsmAnd come “segnalibro” o “traccia”.

</li><li><strong>Sostituire l'app precedente</strong><br>Non cancellare subito Google Maps o Apple Maps, ma rimuovi l'app dalla schermata iniziale. Posiziona la tua nuova app OSM esattamente dove prima si trovava l'icona di Google. Nei primi giorni, le tue abitudini ti porteranno automaticamente lì.
</li></ol><h3>Il dolcetto</h3><ul><li><strong>Goditi questa nuova sensazione…</strong>: …di non essere più tracciatx ad ogni passo. Noterai che le mappe sono spesso molto più dettagliate quando si tratta di sentieri, numeri civici o piccoli POI (punti di interesse). (Questa guida è stata scritta per noi da Olaf Zelesnik, fan di DI.DAY.)
</li><li><strong>Meno consigliabili…</strong>: …sono, a nostro avviso, altre offerte alternative: dietro l’azienda olandese HereWeGo (originariamente Nokia Maps) c’è un consorzio composto da Audi, BMW e Mercedes-Benz. Utilizza materiale cartografico proprio, ma trasmette i dati degli utenti a Facebook e Google. I dati relativi alla posizione e al traffico vengono raccolti in forma anonima. Non consigliamo nemmeno Waze (del gruppo Google) e MapsMe, poiché gli utenti vengono tracciati. Anche l'app per attività all'aperto Komoot si collega a Google, Facebook e altri server per trasmettere dei dati.
</li></ul><h3>Topping</h3><p>La piccola iniziativa berlinese lokjo si concentra, sulla base di OSM, sui commercianti e le aziende locali – secondo quanto dichiarato, senza cookies né tracciamento.
Se noti che nella tua strada manca un nuovo panificio, puoi aggiungerlo tu stesso su OpenStreetMap. In questo modo, da semplice consumatore diventi co-creatric3 e co-creatore della mappa del mondo. È davvero divertente farlo sui dispositivi Android con l’app Street Complete, in cui puoi aiutare aggiungendo informazioni cartografiche sulla tua zona e guadagnare badge (per l’onore!).
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				<title>Da Microsoft a LibreOffice</title>
				<link>https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/office</link>
				<guid isPermaLink="true">https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/office</guid>
				<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 16:17:00 +0100</pubDate>
									<category>Office</category>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/office/c0052bbcd7-1772030750/office.jpg" alt="Da Microsoft a LibreOffice"></figure><p>Finalmente possiamo preparare la nostra zuppetta! Anche quando si tratta di elaborazione testuale, tabelle o presentazioni: con Microsoft, infatti, siamo intrappolatx in un sistema chiuso, accessibile spesso solo tramite abbonamento e l’obbligo di utilizzare la soluzione cloud proposta (con il rischio di dispersione e abuso dei dati!).
Se in futuro vuoi scrivere i tuoi testi senza cloud e senza dare accesso ai tuoi dati personali, puoi passare a pacchetti office liberi:
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 pizzico di fiducia nelle soluzioni open-source</strong>: per più trasparenza e controllo sui tuoi contenuti.
</li><li><strong>Quanto basta:</strong>: i tuoi documenti nel nuovo formato (.odt) o in quello vecchio di Microsoft (.docx, .xlsx o .pptx, vedi sotto).
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Scegli la base adatta</strong><br>Scegli una delle seguenti alternative:

LibreOffice: la scelta ideale per la tua indipendenza! Il programma viene sviluppato dalla comunità Open Source, è completamente gratuito e funziona su Windows, macOS e Linux.
Collabora Online & Collabora Office: se hai bisogno di lavorare in gruppi direttamente dal browser. Si basa sul sistema di LibreOffice e può essere installato su server propri (ad esempio con Nextcloud). La stessa soluzione è disponibile anche per desktop e dispositivi mobili.
SoftMaker Office: una soluzione professionale made in Germany (Norimberga). Offre un’interfaccia molto simile a Microsoft e un alto livello di protezione dei dati, in cambio per un piccolo contributo mensile per l’abbonamento.
Al momento non consigliamo OnlyOffice: è un pacchetto open source che si ispira molto allo stile di Microsoft e che è spesso integrato in molte installazioni di Nextcloud. Tuttavia, dopo l’attacco russo all’Ucraina, sono state introdotte sanzioni contro l’azienda legata alla Russia (alcuni approfondimenti del Politecnico di Berlino).

</li><li><strong>Preparazione e adattamento</strong><br>
Installazione: scarica il pacchetto dal sito del fornitore e installalo sul tuo computer personale.
Apri i file: le alternative sono in grado di leggere e salvare i formati Microsoft (vedi sotto).

</li><li><strong>Condimento</strong><br>
Adattamento: è utile dedicarci un po’ di tempo, perché i dettagli e flussi di lavoro potrebbero differire da Word o Excel.
Lavoro di gruppo: se vuoi modificare i documenti contemporaneamente ad altre persone, ti serve una soluzione basata sul browser come Collabora. I programmi installati localmente, purtroppo spesso non supportano questa funzione di collaborazione.

</li></ol><h3>Il dolcetto</h3><ul><li><strong>Indipendenza dalle piattaforme</strong>: Uno standard aperto che funziona allo stesso modo su Windows, macOS e Linux.
</li><li><strong>Indipendenza</strong>: A differenza dei formati Microsoft, ODF non è gestito da un’azienda, ma da una grande comunità. Questo garantisce leggibilità e trasparenza a lungo termine.
</li><li><strong>Uno standard diffuso</strong>: Programmi come LibreOffice utilizzano ODF come formato predefinito. Anche SoftMaker Office e FreeOffice possono aprire e salvare i tuoi documenti in questo formato.
</li><li><strong>Sicurezza per il futuro</strong>: Essendo un formato aperto, non dipendi più dall’esistenza di un’azienda specifica tra dieci anni per aprire le tue vecchie lettere o tabelle.
</li></ul><h3>Topping</h3><p>Anche se le alternative presentate, come LibreOffice, SoftMaker o OnlyOffice, offrono un’ottima compatibilità con i formati Microsoft (.docx, .xlsx, .pptx), salvare i file nel formato OpenDocument (.odt per i documenti con testi) è il modo più sicuro per evitare il “caos dei formati” una volta per tutte!
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			</item>
					<item>
				<title>Da PayPal a Wero</title>
				<link>https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/wero</link>
				<guid isPermaLink="true">https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/wero</guid>
				<pubDate>Wed, 28 Jan 2026 09:02:55 +0100</pubDate>
									<category>Pagamenti online</category>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/wero/4bbd2a67a6-1772030750/wero2.jpg" alt="Da PayPal a Wero"></figure><p>Ci prepariamo il sushi da sol3… e ce lo paghiamo anche da sol3! Questa ricetta ti mostra come liberarti dai colossi statunitensi dei pagamenti online, che vendono i tuoi dati e impongono commissioni elevate ai commercianti. Di conseguenza, oggi il commercio e i pagamenti in Europa dipendono anche dalle sanzioni statunitensi o dalle decisioni aziendali prese in California.
Se vuoi passare a un sistema sicuro, equo e puramente europeo, puoi seguire questa ricetta, anche se oggi Wero non ha ancora la diffusione necessaria. Ma pian piano si stanno aggiungendo nuovi commercianti.
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 conto corrente esistente:</strong>: presso una banca aderente (attualmente Sparkasse, Volksbank, Postbank, GLS, ING-Diba in Germania. Altre banche seguiranno – qui puoi vedere la lista.
</li><li><strong> 1 bel po' di risparmio sui costi</strong>: In confronto a PayPal, Wero è decisamente più conveniente per i commercianti, il che favorisce prezzi equi nel lungo periodo.
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Attivare il “Carrier” (Preparazione)</strong><br>A differenza di PayPal, per Wero non devi scaricare una nuova app di terzi né inserire i tuoi dati. Wero è integrato direttamente nell’app della tua banca di fiducia (se la tua banca offre Wero).

Apri l'app della tua banca.
Cerca “Wero” (spesso nella sezione “Invia e ricevi” o “Pagamenti mobili”).
Attiva il servizio con pochi clic. Fatto!

</li><li><strong>Invia denaro in tempo reale</strong><br>Wero utilizza il SEPA Instant Credit Transfer. Ciò significa che il tuo denaro arriva al destinatario in meno di dieci secondi, 24 ore su 24, 365 giorni all'anno.

Ti basta il numero di cellulare o l'indirizzo e-mail del destinatario.
Il denaro passa direttamente da un conto all'altro, senza essere “parcheggiato” su un conto intermedio e tanto meno presso un'azienda statunitense.

</li><li><strong>Shopping online e commercio (quanto basta)</strong><br>
Online: al momento del checkout, cerca il logo di Wero. Rivenditori come eventim ad esempio hanno già aderito. Lidl, Decathlon, Rossmann e Otto dovrebbero seguire a breve. Proprio come con le carte di credito o PayPal, Wero potrà quindi essere utilizzato per pagare durante gli acquisti su Internet.
Negozi fisici: a partire da quest'anno potrai pagare con Wero direttamente anche presso un numero sempre maggiore di casse dei negozi.
Senza confini: Wero è paneuropeo. L'integrazione di sistemi provenienti da Belgio, Francia e Paesi Bassi crea una vera e propria rete per tutta l'Europa.

</li><li><strong>  E se Wero non venisse accettato?</strong><br>Anche il pagamento tramite addebito diretto (pagamento SEPA) o tramite fattura e successivo bonifico bancario sono esenti da commissioni. Per quanto riguarda il fornitore di servizi di pagamento Klarna, l’associazione dei consumatori in Germania ne analizza i vantaggi e svantaggi.
</li></ol><h3>Topping</h3><p>Buon appetito! I pagamenti con Wero sono conformi al GDPR, sicuri e sostengono l'economia europea. Il prossimo passo: apri subito la tua app bancaria e attiva Wero (se disponibile). Per il tuo prossimo piccolo pagamento (ad esempio per un caffè), non usare PayPal, ma Wero!
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			</item>
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				<title>Da Chrome a Firefox</title>
				<link>https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/firefox</link>
				<guid isPermaLink="true">https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/firefox</guid>
				<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 13:16:50 +0100</pubDate>
									<category>Browser</category>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/firefox/80cb7200be-1772030749/soup.jpg" alt="Da Chrome a Firefox"></figure><p>I browser Google Chrome, Microsoft Edge e Safari (Apple) stanno dominando il web. Quasi tutti i browser si basano sulla stessa tecnologia (Chromium), in questo modo Google mantiene il controllo sugli standard del web. Firefox è una delle ultime grandi roccaforti indipendenti (è un'alternativa open source, sviluppata dalla fondazione non profit Mozilla Foundation) che si impegna costantemente per un web aperto. Se vuoi passare a Firefox, puoi iniziare subito:
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>Computer o smartphone</strong>: </li><li><strong>Link per il download</strong>: mozilla.org/firefox
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Scarica Firefox e fai partire l'installazione</strong><br></li><li><strong>Il passo più importante (Import)</strong><br>Al primo avvio (o in seguito partendo da “Impostazioni” → “Importa e salva”), Firefox ti chiederà se vuoi trasferire i dati da un altro browser. Puoi selezionare “Chrome” o “Edge”.
</li><li><strong>Spunta segnalibri, password e cronologia.</strong><br></li><li><strong>Clicca su „Importare“</strong><br>Ecco fatto: tutto è al suo posto, ma in un ambiente sicuro.
</li><li><strong>Imposta Firefox come „browser standard“</strong><br>(Impostazioni)
</li></ol><h3>Il dolcetto</h3><ul><li><strong>Blocco degli annunci</strong>: Installa uBlock Origin per bloccare pubblicità e annunci attraverso un’estensione in Firefox. Chrome prevede di limitare tecnicamente questi blocchi efficaci, mentre Firefox ti garantisce il pieno controllo sulla pubblicità (ulteriori dettagli).
</li><li><strong>Alternative</strong>: Puoi trovare informazioni su altre alternative per il tuo browser, come Brave o il browser Tor, ad esempio in questo blog. L’autore Mike Kuketz, tra l’altro, valuta il browser Vivaldi in modo piuttosto critico.
</li></ul><h3>Topping</h3><p>Firefox blocca il “fingerprinting” grazie a un’impostazione predefinita (l’identificazione del tuo dispositivo da parte di terzi). Usando Firefox puoi contribuire a impedire che il web finisca completamente nelle mani di Google. Lo stai già usando? Ottimo. Tuttavia, Mozilla sta integrando sempre più funzionalità di marketing e telemetria. Per una vera indipendenza, puoi passare a LibreWolf, una versione di Firefox che non “telefona a casa”. Chi vuole approfondire tecnicamente può optare per Ungoogled Chromium: basato sul codice di Chrome, ma meticolosamente pulito da tutti i servizi Google, tracker e funzioni di “phone-home”. Per delle analisi ancora più dettagliate sui browser, puoi consultare questo link.
Attenzione: Evita, se possibile, i nuovi browser con sistemi di IA integrati, perché falliscono per quanto riguarda la tua privacy! Browser che integrano l’IA in modo profondo (come Comet, Arc con “Arc Max” o Edge con Copilot) si basano su un patto: comodità in cambio dei tuoi dati.
Il problema: Affinché l’IA possa riassumere una pagina web o rispondere alle tue domande, il contenuto della pagina (e il tuo contesto) devono essere inviati ai server del fornitore di IA (OpenAI, Anthropic, Microsoft).
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			</item>
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				<title>Da Gmail all&#039;e-mail indipendente</title>
				<link>https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/posteo-mailbox-org</link>
				<guid isPermaLink="true">https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/posteo-mailbox-org</guid>
				<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 12:09:00 +0100</pubDate>
									<category>E-mail</category>
								<description>
					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/posteo-mailbox-org/8cae912570-1772030749/bread.jpg" alt="Da Gmail all&#039;e-mail indipendente"></figure><p>Gratis? Solo apparentemente: per usare Gmail di Google paghi con i tuoi dati. Il tuo indirizzo e-mail, infatti, fa parte della tua identità digitale. Altri fornitori, invece, garantiscono ai propri utenti la libertà di scelta: richiedono un piccolo canone mensile (circa da 1 a 3 euro), ma sono privi di pubblicità, dotati di crittografia sicura e operano nel rispetto delle rigide norme UE sulla protezione dei dati (GDPR). Lì sei un(a) cliente e non il prodotto. Se vuoi optare per loro, puoi iniziare subito:
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>1 euro al mese</strong>: </li><li><strong>Un account alternativo</strong>: Ad esempio su Posteo.de (ecologico, sicuro, anonimo), Mailbox.org (posta elettronica sicura dalla Germania), Proton.me (dalla Svizzera, crittografia avanzata) o Tuta (crittografia sistematica, da Hannover in Germania). Puoi trovare un elenco di altri fornitori affidabili in questo blog (Mike Kuketz) o su Digitalcourage.
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Crea un account presso il tuo nuovo fornitore</strong><br></li><li><strong>Il servizio per il trasloco</strong><br>Quasi tutti i migliori provider offrono un «servizio di trasferimento». Basta inserire i propri dati Gmail e il nuovo provider trasferirà automaticamente tutte le vecchie e-mail e le cartelle.
</li><li><strong>Rubrica</strong><br>Esporta i tuoi contatti da Google (google.com/contacts) in formato «vCard» o «CSV». Importa questo file nell’area webmail del tuo nuovo provider.
</li><li><strong>Risposta automatica</strong><br>Imposta una risposta automatica su Gmail: «Sto cambiando indirizzo! Da ora in poi scrivetemi a [nuovo indirizzo]».
</li></ol><h3>Topping</h3><p>Posteo.de e Mailbox.org utilizzano energia verde al 100% e si impegnano politicamente a favore della protezione dei dati. Proton.me offre una versione base gratuita, nel caso il tuo budget sia limitato.
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			</item>
					<item>
				<title>Da Amazon alla libreria locale</title>
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				<pubDate>Wed, 17 Dec 2025 09:13:15 +0100</pubDate>
									<category>Libreria</category>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/buchladen/dafb8985d1-1772030747/book.jpg" alt="Da Amazon alla libreria locale"></figure><p>Amazon sta distruggendo il commercio locale e spesso sfrutta il proprio potere di mercato a danno degli editori e dei dipendenti. Eppure, le librerie locali sono in grado di procurarti quasi tutti i libri entro il giorno successivo – spesso più velocemente della spedizione «Prime»! E le letture pubbliche si tengono comunque solo nel negozio all’angolo. Quindi, se in futuro vorrai acquistare i tuoi libri lì, non esitare:
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>Il titolo di un libro</strong>: </li><li><strong>Una libreria o una piattaforma online</strong>: Conosci la tua libreria, vero? Se no: per la ricerca può essere utile una piattaforma come https://www.buchkatalog.de/ testo: Buchkatalog.de o https://www.genialokal.de/ testo: genialokal.de. Entrambe, però, mostrano solo una selezione delle librerie indipendenti presenti in Germania. Anche i grandi rivenditori online tedeschi offrono un buon servizio: i due più grandi sono Thalia e Hugendubel.
</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Avvia ricerca</strong><br>Vai su https://www.buchkatalog.de/ testo: Buchkatalog.de oppure http://genialokal.de/ testo: genialokal.de. Anche il grossista Libri offre una https://www.buchhandlung.de/karte/ testo: ricerca della tua libreria preferita.
</li><li><strong>Inserisci il titolo del libro e il tuo codice postale</strong><br></li><li><strong>Controlla la dispensa</strong><br>Queste pagine ti indicano quale libreria nelle tue vicinanze ha il libro disponibile o può ordinarlo entro domani.
</li><li><strong>Ordinalo online (opzione «Click & Collect» o «Ritiro»)</strong><br>oppure fallo spedire dalla libreria (molte offrono la spedizione gratuita!).
</li><li><strong>Oppure, in modo davvero rivoluzionario…</strong><br>Basta andare lì! Nessun algoritmo può sostituire la consulenza di una persona!
</li></ol><h3>Topping</h3><p>Sostieni l'economia locale e paghi le tasse nel tuo comune, invece di finanziare il prossimo viaggio spaziale di Jeff Bezos. In Germania i libri sono soggetti al prezzo fisso: su Amazon, quindi, un libro non costa un centesimo in meno rispetto al negozio!
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				<title>Da Google ad altri motori di ricerca</title>
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				<pubDate>Wed, 10 Dec 2025 09:13:55 +0100</pubDate>
									<category>Motori di ricerca</category>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/google-zu-ecosia/6595121d61-1772030747/bowl.jpg" alt="Da Google ad altri motori di ricerca"></figure><p>La ricerca su Google fornisce risultati che non sono personalizzati in base alle tue esigenze, ma a quelle dei suoi partner che inseriscono pubblicità e contenuti marketing. A tal fine, Google memorizza cosa cerchi e quando, nonché i link su cui clicchi. Se vuoi liberarti da tutto questo, puoi scegliere motori di ricerca che rispettino te e la tua privacy (o che addirittura piantino alberi). Presentano vantaggi e svantaggi, ma a nostro avviso operano in ogni caso in modo più orientato al bene comune rispetto ai giganti del mercato.
La diversità dei motori di ricerca è, tra l’altro, un presupposto per una democrazia pluralistica: solo se li rafforziamo, potranno anche costruire una propria infrastruttura.
</p><h3>Ingredienti</h3><ul><li><strong>Il tuo browser (sia su cellulare che su PC)</strong>: </li><li><strong>La scelta di un'alternativa</strong>: ad esempio:

Ecosia.org: motore di ricerca europeo che utilizza i risultati di Google, Microsoft Bing e European Search Perspective (ESP, indice di ricerca europeo in collaborazione con Qwant). Secondo quanto dichiarato, il 100% dei profitti viene destinato alla tutela dell’ambiente, in particolare a progetti di piantumazione di alberi. Alcune persone vedono con occhio critico la ricerca AI cliccabile e ad alto consumo energetico.
Qwant, motore di ricerca francese con risultati Bing ed ESP, ha creato un indice di ricerca francese insieme a Ecosia. Qwant afferma che la protezione dei dati è importante e che gli utenti non vengono tracciati.
Startpage.com/de: Fornisce risultati di Google, ma in forma anonima. Google non viene quindi a sapere chi ha effettuato la ricerca.
MetaGer.de: Un metamotore di ricerca tedesco (associazione SUMA-EV) che raggruppa i risultati di diversi motori di ricerca, ma che ora è a pagamento. Protezione dei dati “Made in Germany” e senza scopo di lucro
DuckDuckGo.com: Il classico dagli Stati Uniti. Soprattutto risultati di Bing, la percentuale del proprio crawler non viene indicata, focus sulla privacy degli utenti. Alcune persone vedono con occhio critico la ricerca AI attivabile con un clic, ad alto consumo energetico.

</li></ul><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Apri le impostazioni del tuo browser</strong><br></li><li><strong>Cerca la voce di menu «Motore di ricerca»</strong><br>(spesso alla voce «Ricerca» o «Privacy»)
</li><li><strong>Seleziona il tuo nuovo motore di ricerca predefinito dall'elenco</strong><br>(ad esempio: MetaGer, Ecosia, Qwant, Startpage o DuckDuckGo)
</li><li><strong>Se non è presente nell'elenco:</strong><br>Vai sul sito web del motore di ricerca: spesso ti chiede direttamente: «Aggiungi a Chrome/Firefox?». Clicca su «Sì».
</li></ol><h3>Topping</h3><p>Se possibile, evita di utilizzare i nuovi browser basati sull’intelligenza artificiale, poiché presentano gravi lacune in materia di protezione dei dati. Maggiori informazioni al link “Passaggio da Chrome a Firefox”.
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				<title>Da WhatsApp a Signal</title>
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				<pubDate>Thu, 04 Dec 2025 11:43:00 +0100</pubDate>
									<category>Messenger</category>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/whatsapp-zu-signal/f68471c8e8-1772030746/cake.jpg" alt="Da WhatsApp a Signal"></figure><p>Signal ti offre tutte le funzionalità che conosci da WhatsApp, ma senza interessi commerciali e con maggiore rispetto per te e i tuoi dati.
Tante persone usano già Signal: l’app non include pubblicità, non condivide i tuoi dati ed è crittografata end-to-end, oltre a essere regolarmente controllata da persone esperte indipendenti.
Se vuoi passare a Signal, puoi iniziare subito:
</p><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Registrati con il tuo numero di telefono</strong><br>Serve solo per la tua identificazione, dopo non sarà visibile per altre persone.
</li><li><strong>Puoi vedere chi dei tuoi contatti è già su signal</strong><br>Il modo più semplice è concedere a Signal l’accesso ai tuoi contatti (rubrica). Signal ti mostrerà automaticamente, con un piccolo lucchetto, chi dei tuoi contatti sta già usando l’app.
</li><li><strong>Tutto fatto, adesso sei su Signal!</strong><br></li></ol><h3>Il dolcetto</h3><ul><li><strong>Invita le tue amicx di cambiare a Signal</strong>: Una volta importati i contatti, Signal preparerà automaticamente un messaggio per invitarli a unirsi.
</li><li><strong>Come fare il trasloco dei tuoi gruppi a Signal</strong>: Crea un nuovo gruppo su Signal con i tuoi contatti desiderati, attiva il link per unirsi al gruppo e condividilo nella tua vecchia chat su WhatsApp: così i membri potranno unirsi con un solo clic.


</li><li><strong>Attiva i "messaggi a scomparsa" per le tue chat sensibili</strong>: I messaggi saranno cancellati automaticamente dopo un periodo di tempo configurabile (da 5 secondi a 4 settimane). Questo può essere configurato in qualsiasi momento per ogni singola chat oppure anche a livello globale.
</li><li><strong>Appena sei pront3 – cancella WhatsApp </strong>: Disattiva prima il tuo account o cancellalo completamente, poi disinstalla l'app dal tuo dispositivo. Questo garantisce che il tuo account venga rimosso definitivamente dai server di WhatsApp e che non vengano più sincronizzati alcuni dati.
</li></ul><h3>Topping</h3><p>Esistono naturalmente altre alternative a Signal, ti potrebbero interessare: Threema oppure Element (messaggi nel sistema Matrix). L’ Initiative Freie Messenger – Iniziativa tedesca per messenger liberi e altre iniziative consigliano delle soluzioni basati sullo standard  XMPP (e i veri connaisseur possono realizzare un hosting autonomo di un server Matrix e XMPP).
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				<title>Da X a Mastodon</title>
				<link>https://di.day/it/ricette-per-il-cambiamento/mastodon</link>
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				<pubDate>Fri, 17 Jan 2025 09:16:45 +0100</pubDate>
									<category>Microblogging</category>
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					<![CDATA[<figure><img src="https://di.day/media/pages/wechselrezepte/mastodon/d34957f41b-1772030745/cookies.jpg" alt="Da X a Mastodon"></figure><p>Elon Musk ha trasformato X (ex Twitter) in una piattaforma in cui hanno la precedenza i discorsi d'odio (di estrema destra) e la disinformazione. Mastodon è praticamente l'opposto! E anche meglio: si tratta di un insieme di tante piccole reti decentralizzate, per lo più prive di pubblicità e gestite dagli utenti stessi. Non c'è nessun algoritmo che vuole farti arrabbiare: vedi quello che postano le tue amic3, in ordine cronologico e in tutta tranquillità. Se vuoi passare a Mastodon, puoi iniziare subito:
</p><h3>Preparazione</h3><ol><li><strong>Scelta del server</strong><br>Vai su joinmastodon.org oppure fedi.garden. Scegli una dimora che fa al caso tuo. (Non è una scelta definitiva: potrai cambiare server in un secondo momento, ma porterai con te i tuoi follower e le persone che segui!).
</li><li><strong>Crea account</strong><br>Registrati sul server che hai scelto.
</li><li><strong>Scarica l'app</strong><br>Scarica l’app ufficiale di Mastodon o (ancora meglio per gli utenti esperti) app come “Tusky” (Android) o “Ivory” (iOS). Phanpy.social funziona anche sul web e offre un algoritmo trasparente per recuperare i post persi se hai perso di vista la tua timeline.
</li><li><strong>Trova le tue amicx</strong><br>La tua timeline è vuota, per ora – ma non preoccuparti! Intanto segui gli account che ritieni interessanti:
Strumenti come Fedifinder ti aiutano a ritrovare i tuoi vecchi contatti di Twitter su Mastodon. Anche su Fediverse.info troverai account interessanti. Ordinati per argomento, puoi seguire più account contemporaneamente con un solo clic: Starter-Packs.
</li><li><strong>Introduzione</strong><br>Scrivi il tuo primo post (toot) con l'hashtag #Neuhier (#sononuovx) e raccontaci brevemente chi sei. La community ti dà il benvenuto.
</li></ol><h3>Il dolcetto</h3><ul><li><strong>Ricette per ogni occasione</strong>: si trovano in rete – ad esempio da Sascha Pallenberg, nel video su Digitalcourage o anche sotto forma di un libretto
</li><li><strong>Disattivare l'account X</strong>: Lascia un tweet in evidenza sul tuo vecchio profilo X con il link al tuo nuovo account Mastodon. Elimina l'app di X dal tuo cellulare per sfuggire all'algoritmo che crea dipendenza.
</li><li><strong>Senza algoritmi</strong>: Goditi la tranquillità. Nessun post sponsorizzato, nessuna pubblicità sulle criptovalute: una timeline in ordine cronologico.
</li></ul><h3>Topping</h3><p>Mastodon fa parte del “Fediverso”. Ciò significa che da qui puoi seguire anche persone che non sono su Mastodon, ma che, ad esempio, pubblicano foto su Pixelfed (un po’ come Instagram) o video su Peertube (un po’ come YouTube). Abbatti i muri dei “Walled Gardens”! Elena Rossini spiega in questo video come funziona il Fediverse.
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