Visualizza contenuto

Domande più frequenti

Perché esiste il Digital Independence Day? E chi c’è dietro questa idea?

Abbiamo cercato di rispondere alle domande più importanti.
Se non trovi la risposta che stavi cercando, scrivici pure a hallo@di.day. Grazie!

Cos’è il Digital Independence Day?

Il DID è una “ribellione rilassata”: ogni prima domenica del mese, un’ampia alleanza di organizzazioni ti invita a partecipare al #DigitalIndependenceDay (DID). Vogliamo passare collettivamente a alternative digitali più democratiche, riconquistiamo la nostra libertà digitale e smettiamo di danneggiare ulteriormente la democrazia. Passo dopo passo, ci assicuriamo la nostra indipendenza digitale.

Perché il Digital Independence Day?

La nostra vita digitale è controllata da pochi super ricchi. Grazie alla loro posizione di (quasi) monopolio, aziende come X, Meta, Microsoft, Amazon, Apple, Spotify, ByteDance (TikTok) e figure come Elon Musk, Jeff Bezos o Mark Zuckerberg stabiliscono, a livello globale, come ci informiamo, come discutiamo, comunichiamo o agiamo online. Nessuno, né una persona né un’azienda, dovrebbe avere un potere così incontrollato.

La buona notizia? Siamo noi a concedere questo potere a Big Tech, e possiamo anche riappropriarcene.

Perché l’indipendenza digitale è importante?

L’indipendenza digitale è fondamentale perché la nostra vita quotidiana si svolge sempre di più online: dalla prenotazione di un biglietto per le vacanze alla messaggistica, fino agli auguri di compleanno. Se dipendiamo da poche grandi piattaforme, cediamo inconsapevolmente il controllo: il controllo sui nostri dati, sulle nostre comunicazioni e su ciò che possiamo vedere, dire o condividere.

Questo comporta dei rischi importanti, anche per ciascun* di noi: account bloccati, contenuti cancellati, visibilità azzerata – spesso senza spiegazioni. I monopoli di Big Tech raccolgono i nostri dati personali, li analizzano e ci trasformano in merce per massimizzare i loro profitti. Adattiamo le nostre vite ad algoritmi progettati solo per aumentare i guadagni o diffondere ideologie, invece di agire liberamente. Questo genera stress, limita la creatività e riduce la nostra libertà di scelta.

Anche per la società questa dipendenza è problematica. Se poche aziende decidono quali informazioni sono visibili, possono influenzare opinioni, dibattiti e persino processi democratici. La diversità va persa e la dipendenza ci rende vulnerabil3: guasti tecnici, decisioni politiche o interessi economici possono paralizzare interi settori.

L’indipendenza digitale significa quindi più autodeterminazione, più trasparenza, più resilienza e più responsabilità. Rafforza gli individui, protegge la diversità della nostra società e garantisce che la tecnologia sia al nostro servizio – e non il contrario.

Devo cambiare la mia vita?

No, il DID è una “ribellione rilassata”. Le chiese avevano già intuito il momento ideale – la domenica mattina, per esempio? Per questo ti proponiamo di dedicare ogni prima domenica del mese un po’ di tempo a un piccolo cambiamento. E basta un solo passo per cominciare!

Inizia con qualcosa di semplice: passa a un browser alternativo o a un motore di ricerca europeo. Poi, per un mese intero, potrai aspettare con calma il prossimo DID. E se una volta non ce la fai, perché la nonna compie 80 anni o c’è la cresima di un nipote, nessun problema: il DID non è un obbligo, ma è divertimento. E il prossimo DID arriverà di sicuro!

Nelle vostre “ricette” date raccomandazioni: le avete anche verificate?

Non siamo la Stiftung Warentest (l’equivalente tedesco dell’Altroconsumo): purtroppo, le nostre risorse non ci permettono di fare dei test così approfonditi. Nelle nostre ricette ti mostriamo un percorso semplice per dire addio a Big Tech, che abbiamo ricercato con cura – ma esistono anche altre strade.

Su cosa sia “buono”, “meno buono” o “cattivo” si può discutere. Per noi, il DI.DAY dovrebbe proporre soluzioni facili e immediate per abbandonare Big Tech (ma non si tratta né di purismo né di approcci dogmatici). Se vuoi esplorare altre alternative, trovi una buona panoramica seguendo questo link.

Quali sono i vostri criteri quando selezionare le alternative?

Per noi, le alternative devono garantire: più tutela della privacy, un controllo più consapevole e autonomo sui propri dati, meno dipendenza da un unico fornitore (evitando il vendor lock-in) e una maggiore libertà di scelta.
Ovviamente, ci sono molti altri criteri che possono indirizzare una scelta individuale: ad esempio, apprezziamo molto i progetti open-source, ma non tutte le nostre raccomandazioni si basano esclusivamente su di essi. Secondo noi, anche altre soluzioni possono rappresentare un’alternativa valida a Big Tech. Ed è proprio questo lo spirito del DID.

Chi decide, alla fine, sulle "ricette"?

Abbiamo coinvolto quattro persone esperte in diversi ambiti per aiutarci a selezionare e comporre le ricette. Il nostro comitato tecnico è composto da:

  • Jutta Horstmann, Co-CEO del Gruppo Horstmann ed ex direttrice di ZenDiS
  • Prof. Dr. Harald Wehnes, portavoce del gruppo di lavoro “Sovranità digitale” della Società Informatica Tedesca
  • Sascha Foerster, direttore generale di bonn.digital
  • Svea Eckert, giornalista tecnologica e Mercator Fellow per “Giornalismo e IA” presso l’Istituto Leibniz per la Ricerca sui Media (HBI)

Le nostre decisioni vengono prese per consenso, con l’obiettivo di rendere le ricette il più chiare, trasparenti e pratiche possibile.

Libreria sotto casa o Thalia: come la mettiamo con le grandi aziende europee? Sono una buona alternativa o no?

Non siamo né purist* né dogmatic*: il nostro obiettivo è mostrare alternative ai pochi, quasi monopolistici colossi tech. Tra queste alternative ci sono realtà grandi e piccole, ognuna con i suoi vantaggi e svantaggi. Alla fine, ogni persona deve decidere autonomamente cosa si presta meglio alla propria situazione individuale.

Dal nostro punto di vista, tutto ciò che riduce la dipendenza da pochi giganti di Big Tech — che siano grandi o piccoli — rende la nostra società più forte.

Ho un’idea migliore della vostra per un’alternativa: cosa posso fare?

Scrivici pure un’e-mail a hallo@di.day – più persone contribuiscono con idee e suggerimenti, più il nostro progetto diventerà forte e completo!

E allora cos’è il DUT?

Il Digitale Unabhängigkeitstag (DUT, italiano: 'giornata dell'indipendenza digitale') è semplicemente il nome tedesco del Digital Independence Day (DID). Da una parte, pensiamo che la lingua tedesca abbia tutte le risorse per la nostra “ribellione rilassata”. Dall’altra, speriamo che il DUT diventi una consuetudine anche in altri paesi. Per questo, fin dall’inizio, preferiamo usare l’inglese “Digital Independence Day” (DID) (e del resto, anche il film di Roland Emmerich in Germania non si chiamava “Unabhängigkeitstag”, no?).

Chi sostiene il DID?

Il DI.DAY non è un’iniziativa di una sola organizzazione: partecipano realtà diverse, da Wikimedia all’azienda dietro Mastodon o al server freiburg.social, fino a Robin Wood. Qui trovi l’elenco completo.

Chi sostiene il DID è già "dalla parte giusta"?

Certo, siamo tutt3 dalla parte giusta — anche tu! Ci unisce un obiettivo comune: l’indipendenza digitale. Tutte le organizzazioni citate sostengono il DID e ne condividono gli obiettivi. Ma onestamente: nessun collettivo avrà già completato tutti i cambiamenti possibili (o forse sì?). Molte persone fanno un percorso individuale per adottare delle alternative sostenibili — alcun3 lo fanno più velocemente, altr3 più lentamente. E va bene così: non si tratta di purismo, ma di condividere lo stesso obiettivo.

Come posso partecipare con la mia organizzazione?

Stiamo costruendo un’alleanza, e stiamo cercando di renderla il più ampio possibile tra organizzazioni democratiche, aziende, elementi della società civile che, ognun* a modo proprio, vogliano aderire al DI.DAY. Puoi partecipare: Cambiando tu stess* e raccontandolo sui tuoi canali, invitando la tua community a fare lo stesso e offrendo supporto. Il gruppo di promozione iniziale è ora chiuso, ma se hai domande o vuoi sapere come contribuire, scrivici pure a hallo@di.day.