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Chiudere una chiamata su Teams - Videochiamate senza Big Tech

30 min Molto facile
Un vassoio e vari piatti con tapas – tra cui olive, pomodori, crostini, anelli di cipolla fritti e peperoni – ricorda lo schermo di una videoconferenza, con le tapas raffigurate come volti stilizzati.

Le videoconferenze fanno ormai parte della routine lavorativa quotidiana, almeno dall’inizio della pandemia. Forse, nel frattempo, ti sei abituatx a fornitori statunitensi come Zoom, Teams, Google Meet, Webex e simili. Ma ci sono alcuni ingredienti nascosti, come il Cloud Act statunitense (una legge che consente al governo degli Stati Uniti di accedere ai dati in determinate situazioni), le fughe di dati o la dipendenza dai monopoli delle Big Tech, potrebbero letteralmente lasciarti l’amaro in bocca. Se quindi vuoi optare per una soluzione innovativa e autonoma per le tue videochiamate, questa ricetta ti offre tutti gli ingredienti open source provenienti dall’Europa, conformi al GDPR e sicuri.



Metodi di preparazione alternativi

Nei nostri manuali di migrazione ti mostriamo una via semplice per abbandonare Big Tech, ma esistono anche altre strade. Per renderti le cose più facili, ci siamo concentrat* su un percorso e su poche opzioni – senza voler dire che altre possibilità siano meno valide. Si può discutere a lungo sui criteri per definire «buono», «meno buono» e «cattivo»: su DI.DAY ci interessano percorsi semplici per il distacco da Big Tech (e non il purismo o la pura dottrina). Per le nostre decisioni ci consiglia il nostro comitato di esperti.

Su questa pagina trovi una panoramica delle alternative:

Ingredienti

Il tuo computer, tablet o Smartphone …

… anche se l'uso dello smartphone è spesso meno comodo rispetto a quello del computer fisso

La scelta di un fornitore…

… a seconda dei tuoi desideri e delle tue esigenze

A volte un abbonamento…

… perché non tutti i fornitori offrono soluzioni gratuite

Preparazione

Sul mercato ci sono molte opzioni: prova con calma uno o l'altro fornitore per i servizi di videoconferenza. Consigliamo in particolare le soluzioni open source offerte da fornitori europei.

Per gli utenti privati: inizia, ad esempio, con Jitsi – gratuito, senza registrazione, subito pronto all’uso. Per le aziende o gli enti pubblici: Nextcloud Talk o alfaview offrono numerose possibilità di configurazione personalizzata. OpenTalk e Pexip hanno dato prova di essere affidabili nella gestione dei dati sensibili.

Open source, crittografia end-to-end opzionale (dipende dal browser, deve essere attivata, non disponibile per la chat) e utilizzabile ovunque: gratuitamente nel browser, tramite app, presso provider di hosting o in modalità self-hosted (vedi Dolce). È facile da usare. Anche fairkom, kMeet (con crittografia end-to-end e riunioni illimitate) e Hostpoint Meet dalla Svizzera (anche conforme al GDPR) consentono di organizzare riunioni gratuite con un solo clic. Trovi una guida, tra l’altro, sul blog di Kuketz.

Il software open source canadese viene offerto in Europa, tra gli altri, da Senfcall (formazione e webinar) per un utilizzo gratuito (a chi ne fa un uso più intensivo viene richiesto il pagamento): il Webinar-Wok è utilizzato soprattutto nel settore della formazione, con whiteboard, sondaggi e sale di discussione. Ideale per scuole, università o corsi di formazione.

Ottima soluzione (e certificata) per enti pubblici e aziende che desiderano avere il pieno controllo dei propri dati. Elevati standard di sicurezza. Anche la regione Schleswig-Holstein si affida a OpenTalk. L’utilizzo gratuito è limitato a 30 minuti con un massimo di 5 partecipanti. Mailbox.org offre gratuitamente ai propri clienti una versione leggermente ridotta di OpenTalk.

Chat, audio, video e persino collegamenti con Teams (se necessario) per una transizione graduale. Ideale per chi utilizza già Nextcloud per i propri file (vedi Ricetta per il passaggio a Nextcloud). App disponibile per Android e iOS.

Il «cioccolatino svizzero» (open source): crittografia end-to-end di default, server in Svizzera. Purtroppo, la versione gratuita è limitata a chiamate di 60 minuti con un massimo di 50 partecipanti.

Il dolcetto

Puoi organizzare le tue videoconferenze anche tramite la tua app di messaggistica preferita, ad esempio Signal (qui trovi la nostra ricetta per passare a Signal).

Offerte speciali…

… per i gusti più particolari, ecco i seguenti fornitori:

Piatto gourmet dalla Norvegia: crittografia end-to-end e collegamenti con Teams o Zoom (se necessario) per una transizione graduale.

Per il Livestreaming: soluzione open source a pagamento per eventi online con live streaming, che offre elementi interattivi come Q&A (domande e risposte), sondaggi e chat. Perfetta per conferenze, workshop o eventi comunitari che non vogliono essere solo un incontro, ma un’esperienza.

Un software di videoconferenza open source proveniente dalla Germania, attualmente utilizzato soprattutto da scuole, commercialisti, polizia federale e enti pubblici. Purtroppo, non è (ancora) possibile utilizzarlo per la tua videochiamata veloce con la nonna.

Dalla Germania: traduzioni in tempo reale, sale di discussione (dove si possono riunire piccoli gruppi) e lavagne bianche (per schizzi, piani e bozzetti da realizzare insieme). Tuttavia, non è né gratuito né open source.

Buon appetito! Hai compiuto un grande passo verso l'indipendenza digitale.

E una volta che l'hai fatto (#DIDit) – condividi il nostro post per il passaggio e ispira anche altre persone a prendere in mano la propria privacy digitale!

Topping

Puoi anche gestire il tuo servizio di videochiamate su cloud, ad esempio un server Jitsi o Nextcloud. Basta un clic con fornitori come Ossrox, JITSI, Hostsharing o altri fornitori.

Più impegnativo è fare l'hosting autonomo di un server di videoconferenza. Su IONOS o in questo blog troverai delle guide al riguardo.

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